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Come si degusta il caffè: consigli teorici e pratici 

Come si degusta il caffè: consigli teorici e pratici!

Come si degusta il caffè: consigli teorici e pratici  

Sapevi che anche il caffè si può degustare? Così come accade per il vino, l’olio o i distillati, questi piccoli chicchi scuri possono nascondere sapori, profumi e aromi che spesso non vengono percepiti, anche per la velocità con cui si tende a bere caffè. Allora come fare per apprezzarlo come merita?

Come degustare un caffè: la teoria 

Crema, corpo, morbidezza, retrogusto, intensità dell’aroma sono i principali indicatori che ci aiutano a capire se un caffè (degustato correttamente) è di qualità o no. L’odore, la pienezza di sapore, il retrogusto che ci lascia in bocca dopo averlo bevuto, la percezione del caffè sulla lingua e in bocca, le sue note acidule, è importante soffermarsi su queste sensazioni per cogliere tutte le sfumature di questa bevanda. 

La degustazione viene, di solito, fatta da persone esperte ed è un procedimento che ha delle regole ben precise da seguire. 

In primo luogo, è importantissima la scelta dell’ambiente in cui degustare. Per non avere alcun tipo di distrazione, l’ideale sarebbe posizionarsi in uno spazio silenzioso e senza nessun profumo invadente. Così come importantissimi sono gli strumenti utilizzati. 

La tazza da utilizzare deve essere pulita e calda, di un materiale preferibilmente liscio e non poroso (vetro o porcellana), con un fondo spesso e dai bordi sottili. Il cucchiaio, invece, dovrebbe essere di un materiale che non vada ad alterare gli odori e i sapori del caffè (acciaio inossidabile, per esempio). In ultimo – ça va sans dire – il caffè va degustato rigorosamente senza zucchero.

Quando degustare il caffè? Ovviamente sarebbe meglio farlo a digiuno o comunque lontano dai pasti, soprattutto se a base di piatti “pesanti” o ricchi di sapori. La mattina sembra essere il momento migliore in quanto tutti i nostri recettori sono più attivi. 

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Come degustare un caffè: la pratica  

Dopo aver visto la teoria, passiamo alla pratica. La degustazione in sé, a prescindere dalla bevanda protagonista, è una valutazione organolettica che coinvolge tutti i nostri sensi. 

Sia che venga preparato con la moka, sia che si utilizzi una macchina da caffè o – come accade in situazioni più professionali – aggiungendo acqua calda sopra un filtro carta precedentemente riempito di caffè macinato, la preparazione del caffè rimane il primo step cruciale di tutta la degustazione. 

E dopo aver versato il caffè nella tazzina, si inizia: 

Osservare 

Il primo senso a entrare in azione è la vista. Si comincia osservando il colore della crema che non dovrà essere né troppo pallido né troppo scuro. Le bollicine in superficie dovranno essere uniformi e piccole e non grandi e irregolari. Se questo dovesse accadere, potrebbe voler dire che il caffè è bruciato o estratto troppo rapidamente o lentamente. 

Annusare  

Il secondo senso da attivare è l’olfatto. Lo abbiamo ripetuto diverse volte, il profumo e l’aroma del caffè fanno davvero la differenza. E affinché possa sprigionare tutta la sua “essenza”, il caffè andrebbe dolcemente mescolato con un cucchiaino. Solo così si inizieranno ad avvertire i sentori di caramello, agrumi, fiori o si percepirà la tostatura del chicco.

Gustare

Dopo occhi e naso arriva il momento della bocca. Prima, la si pulisce con un sorso d’acqua e poi si passa all’assaggio. Il caffè va aspirato rumorosamente in modo da farlo distribuire uniformemente sulla lingua assieme a una piccola dose d’aria. Dopo aver fatto roteare il liquido in bocca si inizieranno a percepire aromi diversi e la degustazione procederà così: a piccoli sorsi e con piccole pause. 

Quando si arriverà quasi alla fine della tazzina, si dovrà fare attenzione al retrogusto. Un caffè buono e di qualità dovrà lasciare una bocca ampia e rotonda, con un equilibrio piacevole tra tostatura, acidità e freschezza. 

Questo articolo ti ha incuriosito e vorresti saperne di più sul mondo del caffè? Non temere, la Scuola di Acadèmia ha la soluzione per te: il corso “Conoscere il caffè” ti aspetta! 

di Paola Ragno

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