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Poor things

Tutti pazzi per Poor Things: ecco cosa si mangia in Povere Creature!

Aringhe, pain au chocolate, ostriche, champagne e molto altro: ecco tutto quello che si mangia nel film Povere Creature! (o Poor Things!).

Diretto dal genio di Yorgos Lanthimos, Poor Things! (o Povere Creature! nel titolo riadattato in italiano), esce nelle sale cinematografiche nel 2023 ed è subito campione di incassi in America. A dire la verità anche in Italia, visto che nel primo weekend di programmazione non si trovava un biglietto in città neanche a pagarlo a peso d’oro (stiamo parlando della non esattamente economica Milano).

Già regista di La Favorita e The Lobster, Lanthimos ha a quanto pare creato nei cinefili (e non solo), una specie di FOMO (Fear of Missing Out, sindrome che si riferisce alla paura e all’ansia sociale di essere esclusi da esperienze ed eventi, ndr), motivo per cui bisogna correre a vedere il film e, senza particolari velleità e competenze cinematografiche, condividere con il mondo dei social la propria personalissima recensione.

Ecco, noi non siamo qui per questo. Quella che per i più è FOMO, per noi è FAME (cambiano due vocali, ma non è poco) e siamo sì corsi a vederlo, ma più che altro per capire cosa si mangia in Povere Creature!

 Pur non essendo esperti di cinema (ci occupiamo di corsi di cucina online, non di grande schermo, anche se non bisogna mai mettere limite ai propri sogni, questo ce l’ha insegnato proprio Poor Things!), abbiamo notato dal bellissimo trailer che si sarebbe trattato di uno di quei film che non passano inosservati, che restano: pieno di colori, una fotografia pazzesca (come dicono i fighi) e una gigante, immensa, divina Emma Stone. Inoltre, come sempre, quando c’è qualcosa di sorprendentemente bello, c’è sempre di mezzo il cibo, almeno nella nostra religione che crede nei carboidrati. E nei dolci. E nei lievitati. E nel barbecue. Va bè, ci siamo capiti.

L’abbiamo guardato con il nostro occhio critico, che è quello di chi pensa solo a mangiare, abbiamo preso i pop corn più grandi (anche perché il film dura due ore e venti) e ci siamo avventurati in questo viaggio per edonisti, che è un inno a bellezza e valore personale, per capire cosa si mangia in Poor Things!

Da questo momento in poi potrebbero esserci spoiler, siete avvisati, quindi se non avete ancora visto il film, salvatevi questo articolo e riprendetelo dopo la visione.

Tutto il cibo che compare in Povere Creature!

Le aringhe

Molto conosciute ed estremamente sottovalutate in Italia, le aringhe sono pesci azzurri dalle mille proprietà nutritive. Il film è ambientato in un periodo storico fantastico che fa certamente riferimento alla fine dell’Ottocento, noi non c’eravamo ma le aringhe sì. Le aringhe hanno fatto la storia dell’umanità, sono state ritratte anche da Van Gogh e per questi piccoli pesci sono state fatte leggi e guerre. Stiamo parlando di epoche molto lontane dalla nostra e anche da quella del film, ma le aringhe venivano conservate mediante rudimentali metodi di salatura già molti secoli fa. Chissà cosa direbbe Jacopo Ticchi di questa faccenda. Bella Baxter ne fa incetta nel film, a volte le gradisce, altre meno, ma quello che ci ha stupito è che sono sempre presenti in tavola.

Ostriche e Champagne

Nel suo primo viaggio la protagonista si trasferisce in una splendida Lisbona riadattata dal regista in modo fantastico (in tutti i sensi) e per la prima volta prova quello che nonostante possa sembrare un clichè, è in realtà uno degli abbinamenti più riusciti di sempre: ostriche e Champagne. Non ci sentiamo di aggiungere altro al fatto che questi preziosi molluschi dalla polpa morbida e dal sapore sapido e minerale, in abbinamento al forte gusto umami dello Champagne, creino un corto circuito al palato di proporzioni inenarrabili. E pensare che ci sono persone che odiano la consistenza scivolosa delle ostriche… povere creature.

Pasteis de nata

Siamo in Portogallo, vuoi non scofanarti decine di pasteis de nata? È esattamente quello che fa Emma Stone che, rapita da quella magnifica dolcezza, ne abusa e vi risparmiamo i dettagli. Duncan Wedderbin, interpretato da un magico Mark Ruffalo, compagno di viaggio di Bella Baxter, lo dice chiaramente “Un pasteis è ottimo, due sono troppi”. Per scrivere questa scena il regista avrà chiesto la consulenza di Iginio e Debora Massari? Non possiamo smettere di chiedercelo.

Sfoglia croccante, bistecca, pesce e caramello in vasetto

In una delle scene di svolta del film, i due protagonisti si trovano a cena in quello che noi chiameremmo un ristorante fine dining. Tra i due c’è un dibattito, una conversazione probabilmente importantissima ai fini della comprensione del senso profondo del film e noi su cosa ci siamo concentrati? Sulle portate citate nel dialogo. Sfoglia croccante, bistecca pesce e caramello in vasetto. Abbiamo visto il film in lingua italiana perché per vederlo in lingua originale avremmo probabilmente dovuto aspettare due settimane (leggi sopra alle voci FOMO e FAME) e questo caramello in vasetto proprio non ci tornava. Abbiamo fatto una piccola ricerca ed è venuto fuori che con buona probabilità si tratta del pudim ovos, una ricetta famosa nel mondo e anche in Portogallo che consiste in un flan all’uovo cremoso ricoperto con una salsa al caramello. Non ne abbiamo certezza, sia chiaro.

Filet mignon, cioccolata calda e pain au chocolat

Il film prosegue con i viaggi di Bella Baxter e per una serie di ragioni che non staremo qui a spiegarvi, ci ritroviamo tutti insieme a Parigi. Compaiono nell’ordine un filet mignon offerto in dono ad uno dei personaggi come preziosa merce di scambio e cioccolata calda con pain au chocolat come pegno consolatorio per la protagonista. Ci è sembrato giusto, del resto quando uno ha quelle giornate un po’ così, cosa c’è di meglio della pasticceria francese?

Oca, lingua, zuppa e formaggio

Ci è parso curioso che in una delle scene più cupe del film, la tavola scoppiasse di oca, lingua di manzo, zuppa (forse di zucca? Non sappiamo con esattezza ma era certamente arancione) e formaggio. Probabilmente è questo il cibo di cui abbiamo bisogno quando la situazione si fa critica.

Martini

Il film continua, ma le cose da bere e da mangiare si chiudono in una scena chiave sul finale con un bel Martini. Anche qui ci troviamo d’accordo con il copione (come se fossimo dei registi affermati – emoji con la mano alla testa), tutte le migliori cene si chiudono con un Martini. Come dite? Preferite un Gin Tonic? Che differenza fa? Trovate tutto sul nostro corso di mixology.

di Claudia Concas

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